La paleobotanica/palinologia nelle Dolomiti: Stato dell'arte nel 2004


La conservazione delle piante allo stato fossile avviene attraverso processi di fossilizzazione che richiedono particolari condizioni ambientali e/o diagenetiche, per cui il ritrovamento di esemplari fossili non è frequente e, nella maggior parte dei casi, il luogo di seppellimento non coincide con quello di vita. Per questo motivo, anche nel Triassico delle Dolomiti le piante fossili terrestri sono rare e si rinvengono normalmente in rocce di ambiente marino.

In letteratura mancano completamente segnalazioni di flore del Triassico Inferiore. Per quanto riguarda invece il Triassico Medio, esistono poche illustrazioni (Bechstädt & Brandner, 1970) e vaghe citazioni (Mojsisovics, 1879; Ogilvie Gordon & Pia, 1940; Ogilvie Gordon, 1934) di macroresti di età anisica. Ultimamente, invece, è in atto lo studio di un'ampia collezione paleobotanica proveniente dalle Dolomiti di Braies e custodita nel Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige (Broglio Loriga et al., 2002). Maggiori conoscenze si hanno invece per quelli di età ladinica. La più antica segnalazione risale al 1841 (Wissmann & Münster, 1841), mentre per trovare studi più approfonditi si arriva alla metà del secolo scorso (i.e. Leonardi G., 1964; Leonardi P., 1953, 1968). Recenti contributi si devono invece a Calligaris (1983, 1986), a Wachtler & van Konijnenburg - van Cittert (2000a, 2000b), Kustatscher (2001) e Kustatscher et al. (2004). Nel Triassico superiore le conoscenze sono ancora molto scarse, con segnalazioni carniche (Roghi et al., 2002a, 2002b), mentre mancano completamente ritrovamenti nelle successioni attribuite al Norico e Retico.

Per quanto riguarda lo studio di palinomorfi triassici delle Dolomiti, il primo lavoro è di Praehauser-Enzenberg (1970). Successivamente si sono occupati della microflora di successioni triassiche nell'area dolomitica anche ricercatori olandesi del "Laboratory of Paleobotany and Palynology" dell'Università di Utrecht, italiani delle Università di Perugia e di Padova, tedeschi e francesi. Fino al 2003 sono stati pubblicati 12 lavori riguardanti il Triassico delle Dolomiti, quattro dei quali trattano il Triassico Inferiore con speciale riferimento al limite permo-triassico (Van der Laar, 1980; Brugman, 1986; Cirilli et al., 1998; Looy, 2000) e otto il Triassico Medio-Superiore con speciale riguardo per il Ladinico e Carnico (Praehauser-Enzenberg, 1970; Cros & Doubinger, 1982; Van der Eem, 1982; Blendinger, 1988; Roghi, 1995a, 1995b; Gianolla et a., 1998; Roghi in Broglio Loriga et al., 1999). Mancano invece completamente analisi palinologiche per quanto riguarda il Norico-Retico, rappresentato nelle Dolomiti dalla Dolomia Principale e non adatta alla conservazione degli sporomorfi.



Bibliografia

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© Evelyn Kustatscher 2005